Passeggiare sulla spiaggia libera la mente.
Ricordo che ho camminato sulla sabbia e mi sono chiesto perché. Continuo a pensare a lei, ai suoi occhi, alla sua pelle, ai suoi capelli, ai suoi abbracci.
C’è un’aria diversa, da qualche tempo non è più lo stesso..
Torno qui ad arenarmi sulla spiaggia, con il profumo del mare addosso, è l’unica compagnia ma ne preferirei un’altra… Le solite domande mi danzano attorno, lamentandosi perché non do loro le risposte giuste.
Mi rallegro, in cielo ci sono le mie nuvole preferite che passeggiano lentamente nel blu profondo, mi parlano dell’infinito e mi ricordano che faccio parte di un progetto più grande di quanto di quanto io immagini… provo un certo sollievo e proseguo nei miei passi.
Dal passato mi ritornano alla mente una serie di volti, di immagini e situazioni. Ho un attacco di nostalgia e mi chiedo: ma dove sono finite tutte quelle persone?
Il mare serve anche a questo: a ritornare indietro
con la memoria, a sognare mentre si cammina.
Sono sicuro che non riuscirò mai a dimenticare,
anche se volessi… lei è dentro di me, sotto la pelle, nei miei sogni ogni notte muoio e in lei
rinasco. E’ come se vivessi due vite parallele,
di giorno da solo e di notte con lei…
Forse prima o poi impazzirò, naufrago su questi
scogli immaginari a guardare le onde infrangersi
sulla spiaggia, a ricordare i suoi baci.