Prologo

Curiosità sui gatti

Com'è nato il detto sulle "nove vite" dei gatti?

Nei tempi antichi il numero nove era considerato il più fortunato, poiché rappresentava la trinità della trinità. Data la grande capacità di ripresa e di resistenza del gatto si è ritenuto che quest'animale fosse decisamente fortunato al punto da crederlo dotato di più vite, appunto nove.

Come fanno i gatti a cadere senza ferirsi?

Esiste in questi animali un "meccanismo di raddrizzamento" senza il quale potrebbero rompersi la spina dorsale, soprattutto cadendo da diversi metri d'altezza. Nel momento in cui cade il gatto si trova a pancia in su, ma dalla parte anteriore del corpo comincia automaticamente un avvitamento che serve a riportarlo nella posizione corretta. Subito il gatto ruota la testa verso il basso e protegge il muso con le zampe, la metà anteriore del corpo segue poi il capo. Per ultimo il felino piega le zampe posteriori per far sì che il corpo sia pronto a toccare terra. Una volta raddrizzatosi completamente, l'animale distende le zampe, inarca la schiena per diminuire l'impatto e fa girare come un'elica la coda, per ottenere un effetto di bilanciamento.

E' vero che nell'antico Egitto il gatto era considerato un animale sacro?

Per gli antichi egizi, i gatti erano davvero preziosi, utilissimi nella distruzione degli animali nocivi per gli enormi granai. Chi uccideva uno solo di questi felini era punito con la morte. Se un gatto moriva si osservava il rituale del lutto, il suo corpo veniva imbalsamato, avvolto in bende colorate ed il muso ricoperto da una maschera di legno. Alcuni venivano conservati in involucri di paglia ed altri posti in sarcofaghi a forma di gatto. A sigillare l'immensa stima per quest'animale, in Egitto esisteva persino un tempio in suo onore, dove ogni anno si partecipava ad un sacro festival dedicato alla dea dei gatti "Bastet", dal nome della cittadina "Bast" che ospitava il tempio.

Qual è il tipico rituale di benvenuto dei gatti?

Di solito il gatto, all'arrivo del padrone, si dirige verso di lui strusciandosi sulle sue gambe. Questo movimento consente all'animale di effettuare uno scambio d'odori. Sulle tempie, agli angoli della bocca ed alla base della coda si trovano delle ghiandole odorifere che gli consentono di avvertire l'odore del padrone, che poi, mettendosi a sedere, assapora e interpreta leccandosi il pelo. A sua volta il gatto lascia la propria scia odorosa. Questo scambio d'odori permette al gatto di sentirsi più a suo agio con il suo padrone.

Perché spesso i gatti vogliono uscire e dopo pochi minuti rientrare di nuovo in casa?

Il motivo sta nel fatto che il gatto ha bisogno di perlustrare, anche brevemente, il suo territorio per raccogliere le informazioni circa le attività dei suoi simili nel vicinato. Quando il gatto si strofina in punti del suo territorio, lascia un odore che dura per poco tempo ed un suo simile se vuole riattivare il messaggio olfattivo, che sta per affievolirsi, deve affrettarsi. Subito dopo eccolo riapparire dietro la porta, per tornare al sicuro nella sua casa.

Perché il gatto muove la testa "a ritmo alternato" verso destra e poi verso sinistra?

Così facendo, il felino riesce a capire quanto disti da lui la sua preda. Quando si trova vicino alla vittima, il gatto può vederla soltanto in modo sfocato, ma effettuando quel movimento è in grado di focalizzarla perfettamente. Il balzo per catturare la preda deve essere preciso per non fallire. Questo è un comportamento tipico dei predatori che hanno una visione binoculare.

Perché i gatti hanno espressioni di disgusto?

Quando il gatto fa questa smorfia significa che sta apprezzando un odore particolare. Spesso reagisce in questo modo quando avverte l'urina delle gatte in calore. Il gatto si ferma all'improvviso, ritrae il labbro superiore ed infine apre appena la bocca. Questo felino si serve del suo sesto senso, un organo situato nel palato che appare come un piccolo tubicino e che arriva alla bocca, dietro l'arcata superiore. Questo è un organo sensibile alle sostanze chimiche trasportate dall'aria, e se noi riusciamo a guardare all'interno della bocca, possiamo vedere come il felino sbatta la lingua sopra il palato, per catturare totalmente l'odore che tanto lo attira.

Che cosa manifestano i gatti facendo le fusa?

Già dalla prima settimana di vita il gattino si scambia le fusa con la sua mamma. Mentre si allatta esprime la sua gratitudine e le fa capire che tutto sta andando bene. Il fenomeno delle fusa deriva quindi da questo primo rapporto ed il gatto se ne serve per dimostrare un atteggiamento amichevole nei confronti dei suoi simili, o degli esseri umani. Non bisogna però credere che l'animale voglia sempre esprimere una condizione di felicità, perché anche i gatti molto malati, feriti e persino moribondi sono soliti fare le fusa per manifestare il proprio bisogno d'affetto e la propria riconoscenza.

E' vero che i gatti riescono a vedere nell'oscurità?

In realtà non è proprio così. Nel buio il gatto riesce ad orientarsi grazie ai rumori, agli odori e alla sensibilità dei propri baffi. E' vero invece che il felino, nella semi oscurità, è capace di vedere oggetti che l'uomo non potrebbe mai individuare. Il gatto è in grado di intensificare l'immagine, utilizzando un minimo raggio di luce. Nella parte posteriore dell'occhio si trova, infatti, un "tapetum lucidum" che agisce come uno specchio, rinviando i raggi di luce alle cellule della retina.

Come fanno i gattini a capire come si devono disporre per allattarsi?

Sin da piccoli i gattini possiedono un olfatto notevole, in grado di consentirgli di distinguere diversi odori. Sfruttando questa capacità questi animali dopo la prima volta, riescono a riconoscere il proprio capezzolo, caratterizzato da un particolare odore e a non confondersi mai con quello del proprio " fratellino" o "sorellina". Ad ogni poppata si dirigono sicuri sempre allo stesso posto. Se i capezzoli fossero privi d'odori, infatti, i micini non sarebbero in grado di suddividersi nella giusta posizione, rimanendo perciò disorientati.

Perché i gatti spesso cercano un oggetto contro cui affilare le unghie?

Questi animali non affilano le proprie unghie. Nel caso di quelle delle zampe anteriori, si liberano dei vecchi astucci cornei, che costituiscono lo strato esterno dell'unghia stessa, con quella che può essere considerata una sorta di "muta". Per facilitare questa manovra, il gatto cerca un oggetto adatto, e vi si accanisce fino a quando non raggiunge il suo scopo. Nel caso delle unghie delle zampe posteriori, invece, quelle vecchie sono strappate a morsi. La risposta ce la dà la genetica.

Perché nei gatti sono solo le femmine a poter avere il pelo di tre colori diversi?

La colorazione tricolore è codificata all'interno dei due cromosomi X (che, insieme con quelli Y, determinano il sesso nell'individuo): il bianco e il rosso sono determinati dai geni di uno dei due cromosomi, mentre il nero da quelli appartenenti all'altro. Nei gatti, come in molti altri animali, compreso l'uomo, il doppio cromosoma X è caratteristico delle femmine, mentre la coppia XY caratterizza i maschi. Questo rende possibile, quindi, la manifestazione di tutti e tre i colori del mantello solo nelle femmine.

Qual è l'origine del Burmese?

Il tenero Burmese dal mantello nocciola, che vede in Thailandia la sua madrepatria, era venerato come una divinità, ospitato in un tempio e la sua storia fu "cantata" in un antico manoscritto, attualmente conservato nella Biblioteca di Bangkok e intitolato "Il libro dei poemi del gatto". Secondo la tradizione era dotato di particolare spiritualità, che gli consentiva il contatto diretto con gli dei e gli assicurava, tutto sommato, una vita d'agi all'interno dei templi.

Possono gatti appartenenti ad una stessa cucciolata, avere padri diversi?

E' un fenomeno raro, ma può accadere. E' chiamata "superfecondazione" ed indica che la gatta femmina si è accoppiata con gatti maschi diversi prima che avvenisse l'ovulazione. Quando gli ovuli sono rilasciati nelle ovaie, la fecondazione può avvenire da parte di sperma appartenente a gatti diversi. Questo nella pratica avviene molto di rado, poiché, in genere, è un solo maschio, quello dominante del gruppo, ad accoppiarsi con la femmina in calore, non consentendo agli altri di farlo.

Come comunicano i gatti tra loro?

Questi animali dispongono di un ricco repertorio di suoni e si servono del corpo e della propria mimica facciale per mandarsi dei messaggi. I suoni vanno dal classico "fare le fusa", che indica appagamento e felicità, ai miagolii legati all'eccitazione sessuale e a quelli indicanti disagio psichico e fisico. Lo sfiorarsi il naso ed annusarsi è un modo, invece, di stabilire un contatto amichevole con un altro gatto, mentre la coda tenuta sollevata è un segnale di saluto, al contrario di quella ondeggiante, che indica indecisione e tensione. Un'ampia gamma di comportamenti, quindi, attraverso i quali i gatti si relazionano fra di loro.

Cos'è l'erba gattaria?

L'erba gattaria (Nepeta cataria) è una pianta selvatica appartenente al gruppo delle Mentacee, diffusa un po' ovunque, in Italia. Le sue foglie contengono un principio attivo, il nepatalactone, rispetto al quale i gatti, in particolare quelli d'età superiore ai tre mesi, sono particolarmente sensibili. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che tale sostanza è notevolmente somigliante, dal punto di vista chimico, ad un principio presente nell'urina delle gatte. Annusata, masticata o ingerita dai gatti maschi, provoca loro un aumento della salivazione e un generale stato di sovreccitazione, che porta gli animali a rotolarsi, a saltare e a cercare degli oggetti da graffiare.

Perché i gatti perdono il pelo soprattutto d'estate?

La termoregolazione dei gatti, essendo questi animali sprovvisti di ghiandole sudoripare, è affidata all'incessante opera di leccaggio del proprio mantello, che tramite l'evaporazione della saliva, permette un abbassamento della temperatura corporea durante la stagione calda. Quando tale comportamento diventa insufficiente, l'animale inizia a perdere il pelo, attivando così l'unico mezzo a propria disposizione per migliorare il raffreddamento del corpo.

Perché i gatti inarcano la schiena se incontrano un cane?

Si tratta del cosiddetto atteggiamento "terrifico" comune in moltissime specie d'animali, appartenenti ai gruppi più diversi. Il gatto, di fronte ad un suo potenziale predatore o aggressore, quale un cane sconosciuto o aggressivo, inarca la schiena ad U, rizza il pelo e distende completamente gli arti, ponendosi di traverso rispetto al cane, cui appare, così, molto più grande di quanto, in effetti, esso non sia. Contemporaneamente il felino emette un soffio, come potrebbe fare un serpente. Se decide di passare all'attacco, questo soffio ha un picco istantaneo di volume, che ne aumenta ulteriormente l'effetto impressionante.

Perché la pupilla si chiude?

Essendo il gatto un predatore essenzialmente notturno, le sue capacità visive sono molto sviluppate. La forma verticale della pupilla permette, quindi, una migliore regolazione dell'afflusso di luce, rispetto a quella consentita da una pupilla a forma circolare. Ciò permette al gatto di non rimanere "accecato" in caso di forte luminosità diurna, aiutato in questo anche dalla possibilità di ridurre l'afflusso di luce alla retina tramite il parziale abbassamento della palpebra. Quest'ultima, interagendo attraverso un angolo di 90° con la pupilla verticale, gli consente una precisa messa a fuoco degli oggetti in ogni condizione di luce.